Nel 1985, Antonio partecipa al Pellegrinaggio a piedi da Cracovia a
Czestokowa per la Madonna Nera in Polonia e rimane colpito da quel fiume
di gente che ordinatamente e in preghiera camminava verso il Santuario.
Si domanda:”Perché questa bella esperienza non si può ripetere anche
nella città dove abito per poterla rivivere e testimoniare anche ai
torinesi?”.
Superga 02Tornato
a Torino e col desiderio nel cuore per qualche anno, finalmente nel 1993, a Rosi e Mariolina,
con alcuni amici del gruppo di preghiera di Santa Maria, e grazie anche alla sua indomabilità,
di fronte alle
difficoltà, il suo desiderio prende corpo.
Quest’anno per la tredicesima volta Antonio e suoi amici, che ormai si
chiamano “Gli Amici del Pellegrinaggio di Superga”, partono dal cuore di
Torino e cioè dal Santuario della Madonna Consolatrice (o Consolata come
affettuosamente sogliono dire i Torinesi) e percorrendo a piedi le
strade cittadine, arrivano sul colle di Superga dove sorge la Basilica
dedicata alla Madonna delle Grazie.
Il Santuario è sorto nel 1706 per esplicito voto del re Vittorio Amedeo
II di Savoia per la vittoria ottenuta sui francesi durante l’assedio di
Torino.
Data particolarmente importante dunque quest’anno poiché ricorrono i
trecento anni dal voto del re e per l’occasione partecipa al
Pellegrinaggio a piedi anche la principessa Clotilde che cammina con gli
altri durante l’intero percorso.
All’inizio del cammino, il Rettore del Santuario della Consolata
fornisce ai partecipanti interessanti notizie storiche sul Santuario
medesimo, le cui mura portano ancora i segni visibili della battaglia,
svoltasi a Torino tra le truppe francesi e piemontesi.
Nel passato illustri pellegrini, quali anche S. Giovanni Bosco, che per
18 anni è andato a Superga con i suoi ragazzi, hanno vissuto la nostra
stessa esperienza.
Durante il percorso, come è ormai consuetudine, si prega con il Santo
Rosario con i commenti di Don Giussani e almeno fino a quando si è in
pianura si canta.
Antonio e gli amici vogliono, con questo gesto, domandare, come insegna
sempre don Giussani: Cristo mendicante del cuore dell’uomo e il cuore
dell’uomo mendicante di Cristo.
Al termine del cammino, Giampiero Leo, consigliere regionale e da sempre
amico degli amici del Pellegrinaggio, li accoglie ed è gesto
significativo poiché manca una settimana alle elezioni amministrative:
non per nulla Antonio, di fronte alla moltitudine, quanto mai
eterogenea, che ha seguito il cammino, raccomanda di seguire i consigli
del Papa Benedetto XVI riguardo ai valori non negoziabili della
famiglia, della vita e della libertà di educazione.
Al termine della Santa Messa, che don Salvatore celebra e il coro di CL
anima con bellissimi canti, tra cui l’Ave Maria composta da Claudio
Chieffo, l’assemblea si scioglie per riunirsi poco dopo con le gambe
sotto la tavola: già perché la fede abbraccia tutto, dalla politica fino
al riposo e al sollazzo gastrico.
Superga 06Sul
colle di Superga, dietro la Basilica, sorge anche la tomba dei giocatori
del Torino, la squadra di calcio che si schiantò sulle pendici della
montagna al ritorno in aereo dal Portogallo: invito e monito anche in
questi tempi bui a vivere l’agonismo sportivo, come raccontava S. Paolo
in una Sua lettera”… lungi dall’essere arrivato, vivo la mia vita come
tensione continua alla meta, come nello stadio”. Ma nella Basilica ci
sono anche le tombe dei regnanti della casa Savoia.
Antonio e gli amici del Pellegrinaggio, da chi ha preparato il libretto
per seguire meglio il gesto, a chi ha esercitato il servizio d’ordine,
hanno voglia, sempre di più, di ripetere il gesto: perché la vera
libertà è la preghiera, la domanda, la preghiera come domanda al Mistero
e di domandare non ci si stanca mai.
Così, senza che Antonio e gli Amici se ne accorgessero, questo
Pellegrinaggio, come lo ha recentemente definito Don Primo (anima del
Pellegrinaggio stesso), è diventato un Opera: strumento e spazio di
libertà per tutti.